InnovUp e Social Innovation Monitor alla Camera dei Deputati: il settore vale oltre 30 milioni di euro, impiega quasi 500 addetti e ha co-fondato circa 145 nuove startup in tre anni. L’Associazione InnovUp evidenzia l’importanza dell’istituzione di un Registro Nazionale per rafforzare il ruolo di questi nuovi attori che stanno conquistando sempre più spazio nella filiera italiana dell’innovazione.
Sono stati presentati mercoledì 17 settembre 2025, presso la Camera dei Deputati, i risultati della ricerca condotta dal Prof. Paolo Landoni del Politecnico di Torino e dal team Social Innovation Monitor (SIM) sugli Startup Studio e Venture Builder (SS/VB) in Italia. La ricerca è stata condotta in collaborazione con InnovUp, l’Associazione che dal 2012 rappresenta la filiera dell’innovazione italiana (main partner), e con il supporto di Social Innovation Teams (SIT) e Italian Competence Center for Social Innovation (ICCSI).
InnovUp ha presentato durante l’evento un position paper su Startup Studio e Venture Builder con proposte di riforma normativa.
Uno Startup Studio o Venture Builder è un’organizzazione che crea e sviluppa startup agendo come fondatore o co-fondatore, detenendo una quota considerevole di capitale di queste nuove imprese ed esercitando un’influenza significativa sul loro sviluppo.
Dal “Report sugli Startup Studio e Venture Builder Italiani 2025”, relativo all’anno 2024, emerge un settore giovane, ma in rapida crescita: in Italia operano 56 Startup Studio e Venture Builder, concentrati soprattutto in Lombardia (45%), Lazio e Piemonte (36%). Il comparto ha generato nel 2023 un fatturato complessivo di oltre 30 milioni di euro su un campione di 43 realtà analizzate su 56, per una media di 545,33 mila €. Secondo le stime, impiega circa 490 addetti nel 2024 e ha dimostrato un contributo significativo alla creazione d’impresa. Solo nell’ultimo triennio (2022–2024) sono state valutate oltre 4.000 idee imprenditoriali, con una percentuale in crescita del 67% dal 2022 (anno in cui sono state valutate 999 idee di progetti imprenditoriali) al 2024 (per un totale di 1.674) e condotti più di 190 progetti. Di questi, negli ultimi 3 anni, sono state co-fondate circa 145 nuove startup, di cui circa 80 nel solo 2024, in crescita di più del 120% dall’anno precedente, a testimonianza della capacità del modello di trasformare con successo idee in imprese innovative. Inoltre, le startup supportate hanno raccolto complessivamente oltre 41 milioni di euro di finanziamenti.
Nonostante il ruolo crescente, il modello non gode ancora di un riconoscimento formale nel quadro normativo italiano. Il position paper elaborato da InnovUp evidenzia la necessità di integrare gli Startup Studio nella legislazione sulla filiera dell’innovazione, istituendo una nuova categoria di “Startup Studio certificati”, che si possa affiancare a quella di incubatori e acceleratori certificati, al fine di garantire al Paese di dotarsi di un’infrastruttura stabile e competitiva per lo sviluppo dell’imprenditorialità innovativa, al pari delle migliori esperienze internazionali.
L’organico pacchetto di misure legislative e fiscali proposto da InnovUp include:
- Istituzione di un Registro Nazionale degli Startup Studio, simile alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata agli incubatori o acceleratori certificati, che rappresenterebbe un punto di svolta per il settore, aumentando la competitività degli operatori, garantendo maggiore trasparenza e facilitando l’accesso a risorse pubbliche e private, oltre a rafforzare il ruolo degli Startup Studio nella filiera italiana dell’innovazione, migliorando la loro capacità di creare e scalare imprese innovative in modo più rapido ed efficiente.
- Integrazione dell’Articolo 29-bis, Comma 1, del Decreto-Legge 18 ottobre 2012, n. 179, aggiungendo dopo le parole “di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative” le seguenti: “e altre società che investano prevalentemente in imprese start-up innovative”, al fine di ampliare la platea dei soggetti che possono beneficiare delle agevolazioni fiscali per gli investimenti in start-up innovative, includendo società diverse dagli OICR.
- Deroghe mirate alla normativa vigente, in particolare: possibilità per gli Startup Studio di detenere partecipazioni superiori al 25% nelle startup innovative senza perdere il diritto agli incentivi fiscali, alla luce del loro peculiare modello di business che li vede co-founder delle startup; possibilità di costituire nuove imprese anche tramite operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, cessioni di ramo d’azienda) nell’ambito di un processo di validazione imprenditoriale; esenzione da alcune cause di esclusione previste per altri investitori.
- Meccanismi di co-investimento pubblico-privato, che vedano il coinvolgimento di CDP Venture Capital e fondi regionali, al fine di attrarre capitali esteri e rafforzare la capacità degli Startup Studio di scalare rapidamente.
- Estensione degli incentivi fiscali alle imprese corporate che investono negli Startup Studio certificati, prevedendo crediti d’imposta analoghi a quelli già riconosciuti per investimenti diretti in startup innovative.
“Gli Startup Studio e Venture Builder stanno dimostrando di essere un motore essenziale per la nuova imprenditorialità italiana, capaci di generare posti di lavoro qualificati, attrarre capitali e accelerare l’innovazione. Perché possano esprimere pienamente il loro potenziale serve un quadro normativo chiaro, che ne riconosca il ruolo e ne sostenga lo sviluppo. Per questo suggeriamo l’istituzione di un Registro Nazionale e misure concrete che rafforzino la capacità dell’Italia di competere a livello internazionale”, ha dichiarato Giorgio Ciron, Direttore di InnovUp.
“Gli Startup Studio e i Venture Builder adottano un modello di business relativamente nuovo e molto promettente per il panorama dell’innovazione italiana. Hanno caratteristiche ibride tra incubatori, acceleratori e Venture Capital che li rendono un utile attore complementare dell’ecosistema imprenditoriale. In particolare, possono dare un contributo importante per aumentare il numero di nuove startup e gli investimenti early stage complessivi”, sostiene Paolo Landoni, Direttore scientifico della ricerca, Politecnico di Torino e Social Innovation Monitor.
Secondo l’On. Giulio Centemero, capogruppo della Lega in Commissione Finanze alla Camera: “Startup Studio e Venture Builders sono una realtà che sta emergendo sempre di più e sono un ottimo strumento di mitigazione del rischio oltre che, ovviamente, organizzativo. Possono essere un ottimo modello anche per il Corporate venture capital, soprattutto in una realtà come quella italiana che è più industriale che finanziaria”.
La ricerca completa “Report sugli Startup Studio e Venture Builder italiani” è disponibilesul sito Social Innovation Monitor: www.socialinnovationmonitor.com.